L’arte del nodo di Mario Paolo Caiazzo

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 IL PIACERE DEL NODO 

 In generale, avere un nodo in gola non costituisce un piacere ricercato dagli individui, tanto meno dall’ Homo Elegans. Tuttavia nel mondo onirico della cravatta le cose stanno diversamente. Un nodo ben fatto e abbinato, anche alla propria personalità, rappresenta un piacere ed un’emozione. Le scelte che ogni mattina ope ria m o ne l guardaroba  , indipendentemente dalla professione svolta, rappresentano un termometro dello stato d’animo. Pensiamo alla camicia, alla cravatta stessa, al vestito, all’ammaestramento della pochette, alle scarpe,  alle  calze,  alla  sciarpa,  al cappotto, ai gemelli, al cappello. Ogni elemento  ha  un  suo  perché  e tutti dovranno convergere verso un’armonia d’insieme.

In questo palinsesto di abbinamenti, il nodo della cravatta richiede una manualità che offre l’opportunità di creare e differenziarsi. Per  questo possiamo considerarla un’opera d’arte ad uso personale, una scultura destinata a durare  un  solo  giorno.  La  scelta del nodo può dipendere da diversi fattori come dal collo della camicia, dal tipo di cravatta  (lunghezza,  tessuto, larghezza e usura), dalla corporatura e persino dalla personalità. Il tipo di nodo   che facciamo è un messaggio chiaro di chi siamo, cosa vogliamo, come ci  vediamo e come vogliamo che gli altri ci vedano

PRATT o SHELBY 
5 passaggi Pratt o Shelby

5 passaggi Pratt o Shelby

 Il nodo della scintilla

E’ l’unico nodo che ha ricevuto molta attenzione un po’ in tutto il mondo. Fino alla sua scoperta se ne conoscevano soltanto quattro! Il nodo Pratt deriva dal nodo Nicky, non si allenta ed è simile a lui per forma e dimensione.Nel 1989 il “New York Times” ed il “Daily Telegraph” rivelarono che Jerry Pratt, l’inventore americano dal quale il nodo stesso prende il nome, lo usasse da oltre 30 anni prima che Don Shelby rendesse di dominio pubblico la sua costruzione. Ancora oggi viene chiamato erroneamente mezzo Windsor alla rovescia. Per realizzare il nodo Pratt, bisogna mettere la cravatta attorno al collo a rovescio.

NICKY

 

5 passaggi Nicky

5 passaggi Nicky

Il nodo della genialità

Il  nodo  Nicky  è stato  inventato nel 1952 da Leopoldo Curami titolare e parente di Nicky Chini fondatore del brand milanese Cravatte Nicky. Nel 1989 David Kelsall si sbagliò nel fare il nodo Pratt e senza saperlo riscoprì il   nodo Nicky. Elegante e versatile; ogni collo  di camicia vorrebbe essere “legato“ da questo  fantastico  nodo  anche perché permette di sgualcire meno la cravatta allungandone la “vita” Per realizzarlo, bisogna mettere la cravatta attorno al collo a rovescio. Il vantaggio principale di questo nodo rispetto al classico Pratt, è la facilità con cui si disfa senza lasciare un nodo residuo.

PRINCE ALBERT 
6 passaggi Prince Abert

6 passaggi Prince Abert

 Il nodo dalla doppia personalità

Prince Albert è un nodo inventato dallo scrittore polacco Joseph Conrad uno dei più  importanti     scrittori  moderni in lingua inglese. Per realizzare questo nodo l’estremità attiva viene passata attraverso il primo e secondo giro! Utile  anche  quando  una  cravatta è logora e sottile oppure quando si vuole aumentare il volume del nodo se  è stretta. E ’ molto compatto e difficilmente si allenta. Lo sviluppo verticale del nodo si sposa perfettamente con camicie dal colletto allungato.

MEZZO WINDSOR 

 

6 passaggi Mezzo windsor︎

6 passaggi Mezzo windsor︎

l nodo per tutti

Questo nodo, chiamato anche mezzo Scappino, è senza dubbio il più versatile tra   tutte   le    “opere  d’arti”   che  si possono realizzare con la cravatta. Si adatta a tutti i colletti e la sua forma simmetrica soddisfa tutti i gusti. Se la cravatta è di peso leggero allora il nodo risulterà discreto mentre se è di trama fitta  o  in  lana  assumerà una forma imponente. E’ un nodo che ha una bella tenuta grazie ai due passaggi per il centro. Da evitare cravatte di maglia.

St. ANDREW
7 passaggi st andrew

7 passaggi st andrew

Il nodo della disciplina

E’ un nodo che richiede un passaggio in più rispetto al mezzo Windsor , tuttavia la sua forma potrà risultare più stretta utilizzando cravatte di trama sottile. Si adatta bene anche alle camicie con colletti aperti, ma non troppo, a meno che  la  cravatta  non  sia  di    trama pesante. Se è ben annodato ha una profondità che  gli  permette  di stare eretto e ricadere bene. Se lo si stringe nel modo giusto fa sporgere leggermente la cravatta dal collo, formando un vuoto prima di ritornare sul petto. Per ottenere questo effetto si stringe dolcemente la cravatta attorno al collo e poi tirando il nodo verso l’alto. Per realizzare il St. Andrew, bisogna mettere la cravatta attorno al collo a rovescio. Non si allenta!

St. ANDREW  (variante)

 

7 passaggi St Andrew (variante)

7 passaggi St Andrew (variante)

Disciplina  ed entropia

Questa variante dona al nodo una forma allungata asimmetrica mantenendo le stesse caratteristiche di quello principale. Quindi, se lo si stringe nel modo giusto, fa sporgere leggermente la cravatta dal collo formando un vuoto prima di ritornare sul petto. Perfetto con  colletti allungati e non troppo aperti. Se è ben fatto difficilmente si allenta. Per realizzare questo nodo, bisogna mettere la cravatta attorno al collo a rovescio.

 

PLATTSBURGH
7 passaggi Plattsburg

7 passaggi Plattsburg

 Il nodo della rinascita

Il nodo Plattsburgh è simmetrico   e caratterizzato da un ampio cono invertito con un’apertura stretta. E’ l’unico nodo di dimensioni modeste che esibisce un’ampiezza come i nodi di cravatta più grandi. Ottimo con cravatte di peso leggero o medio con colletti a semi coda di rondine. Questo nodo    è  anche molto efficace per riportare in vita cravatte un po’ consunte. Grazie ai due passaggi centrali il Plattsburgh non si allenta. Per realizzare questo nodo, bisogna mettere la cravatta attorno al collo a rovescio.

CAVENDISH 
8 passaggi cavendish︎

8 passaggi cavendish︎

 Il nodo della nostalgia

Questo nodo è totalmente diverso da tutti  quelli  a  otto  passaggi  come il Windsor. Dalla successione si evince che è un Four in Hand (nodo quattro passaggi e più usato al mondo) con una certa massa. Infatti è la concatenazione di due Tiro a Quattro. La  particolarità del Cavendish è l’aspetto del nodo che dipende sia dall’esecuzione che dal peso della cravatta. Se è di tessuto leggero può essere  scambiato  per  un  Tiro a Quattro. Infatti le cravatte di trama fitta, di lana o di maglia hanno l’effetto di esagerare la dimensione del   nodo. Mentre quelle di twill o di satin producono nodi più piccoli. Ottimo  per colletti allungati e semi aperti. Tiene bene.

GRANTCHESTER

 

9 passaggi Crantchester

9 passaggi Crantchester

Il nodo cavalleresco

Questo nodo è più stretto e meno vistoso  rispetto  al  Cavendish  e al Plattsburgh. Molto dipende dal tipo di tessuto  della  cravatta,  quelle  di  twill producono nodi relativamente piccoli rispetto alla lana. Il Grantchester se è ben realizzato difficilmente si scioglie e quando si stringe per formare la cosiddetta “ fossetta “ dona al nodo uno stile inconfondibile. La sua evoluzione verticale trova la sua massima espressione con colletti allungati, tuttavia se la cravatta è di trama pesante si adatta bene anche con quelli più aperti. Per realizzare questo nodo bisogna mettere la   cravatta attorno al collo a rovescio.

L’arte di adornarsi il collo è una delle piu diffuse: almeno seicento milioni di persone la perseguono ogni giorno nel mondo. < 188 nodi da collo >

“Quando prendete in mano una cravatta sappiate che la sua anima, nel momento in cui fate il nodo, diventa lo specchio fedele di voi stessi.“

Mario P. Caiazzo

St. Andrew

St. Andrew


Nicky

Nicky

St. Andrew blu

St. Andrew blu


Prince Albert

Prince Albert

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